Noi Sapiens Sapiens, figli dei Neanderthal

In News by Romolo Di Francesco

E’ stato trovato in Veneto il primo reperto antropologico al mondo appartenente ad un ibrido, nato dal rapporto tra un Sapiens maschio ed una Neanderthal femmina. Si tratta della mandibola di Mezzena, località tra i monti Lessini nel veronese, che non mostra il caratteristico mento sfuggente dei Neanderthal e le cui analisi del Dna mitocondriale, che si trasmette per via materna, l’hanno attribuita ad un individuo nato da un incrocio; una scoperta confermata dal genetista di fama mondiale Svante Paabo che compare nel nostro romanzo “La foresta delle Magus”

In realtà il reperto è stato ritrovato nel 1957, ma soltanto una recente datazione al radiocarbonio l’ha collocato tra 35000 e 40000 anni fa’ quando si verificò la scomparsa dei Neanderthal e la contestuale comparsa dei Sapiens; ed un’ancor più recente ricerca – ad opera di Laura Longo, Paolo Giunti, David Caramelli, Martina Lari e Silvana Condemi – ne hanno consentito l’attribuzione ad un ibrido.

LA FORESTA DELLE MAGUS

“Quando i primi uomini giunsero in quei posti particolarmente ospitali, circa 35 mila anni or sono in piena glaciazione wurmiana, il territorio era occupato da pochi grandi laghi collegati tra loro, sui cui bordi prosperavano antiche sequoie, circondati da vaste estensioni palustri nelle quali vivevano animali oggi estinti. E in quei territori, oggi irrimediabilmente modificati, gli uomini di Cro-Magnon incontrarono gli ultimi discendenti degli uomini di Neanderthal. I “diversi”.

E in quei luoghi ebbe inizio la straordinaria avventura dei Sapiens. La nostra.”

“Come un pugile professionista che studia l’avversario, l’uomo spostò lo sguardo sul ragazzo, che continuava a tenerlo sotto tiro con la zagaglia sollevata e le gambe flesse saldamente piantate a terra. Si soffermò a studiarne la possente muscolatura e i lineamenti del viso che lo turbarono.

Il viso di Darco era molto simile al suo, ma con un’arcata sopraorbitaria pronunciata e la fronte lievemente sfuggente. Se non avesse notato la notevole somiglianza con il vecchio, Thalarud avrebbe pensato di avere di fronte uno dei diversi.

Un Neanderthal.”

Fonte foto: Museo Neanderthal Metmann (www.neanderthal.de)